Credit: Laszlo Balogh
In questo 3 ottobre, ricordiamo le tante, le troppe,
vite ingoiate dal Mar Mediterraneo. Ma oltre a ricordare, l’Italia e l’Europa farebbero
bene ad attrezzarsi – e il prima possibile, visto che sono già in ritardo di
almeno trent’anni - per permettere finalmente a chi parte di giungere vivo e
incolume in Europa.
Le morti nel Mediterraneo non sono un incidente, né una
tragica fatalità. Non sono nemmeno conseguenza di scafisti senza scrupoli, come
spesso la stampa ci ripete. Le morti nel Mediterraneo sono conseguenza diretta
e immediata delle politiche migratorie europee (e italiane).
Per evitarle occorrerebbe poco: nell’immediato basterebbe
l’apertura di corridoi umanitari, seguita, in breve tempo, dalla riformulazione
delle politiche in materia di migrazione. Cosa, di per sé, tecnicamente
semplice, ma politicamente
complicatissima visti gli interessi in questione, i rapporti e le relazioni
economiche internazionali che si giocano sulla pelle delle persone, dei
migranti e di tutti noi.




